Centro Italiano d'informazione sugli ftalati
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Gli ftalati sono sostanze chimiche organiche principalmente utilizzate come plastificanti.
I plastificanti sono utilizzati da oltre 50 anni per rendere gli articoli in PVC più morbidi e flessibili; sin dalla primissima evoluzione dell’uomo l’acqua è stata utilizzata per ammorbidire l’argilla e si conosce da centinaia di anni l’uso degli oli per plastificare la pece e quindi rendere impermeabili le antiche imbarcazioni.
Oggi i moderni plastificanti sono sostanze chimiche artificiali utilizzate nella produzione di molti articoli che utilizziamo quotidianamente senza rendercene conto. Che siano dispostivi medicali salvavita o cavi che portano l’elettricità e le immagini televisive all’interno delle nostre case, gli articoli ammorbiditi con i plastificanti sono divenuti parte essenziale della nostra società moderna.
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Informazioni sanitarie ed ambientali
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I plastificanti a base di ftalati sono utilizzati in modo sicuro da oltre 50 anni e non danneggiano né la salute umana né l’ambiente. Alcuni gruppi ambientalisti hanno assunto una posizione diversa. Vi spieghiamo perchè hanno torto.
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Applicazioni
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Oltre il 90% degli ftalati prodotti in Europa sono utilizzati per plastificare il PVC. Utilizziamo quotidianamente molti prodotti in PVC senza rendercene conto. Essi includono i dispositivi medicali salvavita come le tubazioni per apparecchiature mediche e le sacche per il sangue, le calzature, i cavi elettrici, gli imballaggi, la cancelleria, i giocattoli e le coperture per il tetto.
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Valutazioni del rischio da parte dell’Unione Europea (UE)
Cinque ftalati sono stati sottoposti alla valutazione UE per determinare se causano rischi per la salute umana o per l’ambiente. Le valutazioni su tre di essi sono già state completate e due – quelle per il di-isononilftalato (DINP) e il di-isodecilftalato (DIDP) hanno dimostrato l’assenza di rischi sia per la salute umana sia per l’ambiente per qualsiasi uso corrente.
Ultime notizie
L’Unione Europea conferma: i plastificanti più ampiamente utilizzati sono sicuri
4 maggio 2006
l’Unione Europea ha confermato che due dei plastificanti più ampiamente utilizzati non sono classificati come pericolosi e che non pongono rischi per la salute o per l’ambiente derivanti dal loro attuale utilizzo. La pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea dei risultati delle valutazioni di rischio effettuate dall’UE per il di-isononil ftalato (DINP) e il di-isodecil ftalato (DIDP) segna la fine di un processo decennale di valutazione scientifica estensiva da parte degli enti regolatori, e fornisce la conferma della sicurezza per i consumatori europei.
Il gruppo di esperti del National Institute of Health (NIH) non è in grado di convalidare i risultati chiave negli studi sui neonati
17 Ottobre 2005
In qualsiasi discussione sugli ftalati apparsa nei media nel corso degli ultimi mesi, i lettori e gli osservatori sono stati in una certa misura avvertiti che questa famiglia di sostanze chimiche (che rendono flessibile la plastica) è stata legata, in qualche modo, a problemi riproduttivi nei neonati maschi.
”Come con ogni nuova e complessa ricerca scientifica, il tentativo dei media di spiegare gli studi reali che hanno suggerito un legame ha lasciato molto a desiderare”, afferma lo STATS (Servizio di Valutazione Statistica con sede negli Stati Uniti).
La scorsa settimana, un gruppo di esperti indipendente convocato dal CERHR (Center for the Evaluation of Risks to Human Reproduction), del NIEHS e dal National Toxicology Program, per esaminare i rischi riproduttivi e i rischi dello ftalato DEHP, non è stato in grado di convalidare le scoperte della ricerca che è stata la causa di tale preoccupazione recente.
Lo studio sull’allattamento al seno non mostra quanto sostenuto, dicono gli esperti
14 Settembre, 2005
Un nuovo studio chiamato "Contaminazione del latte materno con ftalati e alterazioni di ormoni riproduttivi endogeni in neonati di tre mesi" sostiene di mostrare un legame statistico fra la quantità di ftalati presente nel latte materno ed i livelli di ormoni sessuali dei neonati.
La ricercatrice danese Katharina Main e i colleghi che hanno partecipato allo studio, pubblicato online da Environmental Health Perspectives il 7 settembre 2005, suggeriscono che secondo il suddetto legame gli ftalati influenzano gli ormoni riproduttivi nei neonati maschi.
Lo studio è stato riesaminato da esperti di tossicologia per conto dell’ECPI, secondo cui lo studio è di scarsa qualità, i risultati sono altamente speculativi e non dimostrano ciò che viene sostenuto.
Collegamenti Utili
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